La Divina Commedia di Dante Alighieri - legno

disse: "Per altra via, per altri porti
verrai a piaggia, non qui, per passare:
piú lieve legno convien che ti porti".
E 'l duca lui: "Caron, non ti crucciare:
vuolsi cosí colà dove si puote
ciò che si vuole, e piú non dimandare".
(INFERNO - CANTO TERZO vv. 91 e segg.)


Lo duca mio discese nella barca,
e poi mi fece intrare appresso lui;
e sol quand'io fui dentro parve carca.
Tosto che 'l duca e io nel legno fui,
segando se ne va l'antica prora
dell'acqua piú che non suol con altrui.
(INFERNO - CANTO OTTAVO vv. 25 e segg.)
E io a lui: "Con piangere e con lutto,
spirito maladetto, ti rimani;
ch'i' ti conosco, ancor sie lordo tutto".
Allora stese al legno ambo le mani;
per che 'l maestro accorto lo sospinse,
dicendo: "Via costà con li altri cani!"
(INFERNO - CANTO OTTAVO vv. 37 e segg.)
Per le nove radici d'esto legno
vi giuro che già mai non ruppi fede
al mio signor, che fu. d'onor sí degno.
E se di voi alcun nel mondo riede,
conforti la memoria mia, che giace
ancor del colpo che 'nvidia le diede".
(INFERNO - CANTO DECIMOTERZO vv. 73 e segg.)
Quale nell'arzanà de' Viniziani
bolle l'inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
- ché navicar non ponno; in quella vece
chi fa suo legno novo e chi ristoppa
le coste a quel che piú vïaggi fece;
(INFERNO - CANTO VENTESIMOPRIMO vv. 7 e segg.)
Come i dalfini, quando fanno segno
a' marinar con l'arco della schiena,
che s'argomentin di campar lor legno,
talor cosí, ad alleggiar la pena,
mostrav'alcun de' peccatori il dosso,
e nascondea in men che non balena.
(INFERNO - CANTO VENTESIMOSECONDO vv. 19 e segg.)
vincer poter dentro da me l'ardore
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto,
e delli vizi umani e del valore;
ma misi me per l'alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola dalla qual non fui diserto.
(INFERNO - CANTO VENTESIMOSESTO vv. 97 e segg.)
quando n'apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avea alcuna.
Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché della nova terra un turbo nacque,
e percosse del legno il primo canto.
(INFERNO - CANTO VENTESIMOSESTO vv. 133 e segg.)
Con legno legno spranga mai non cinse
forte cosí; ond'ei come due becchi
cozzaro insieme, tanta ira li vinse.
E un ch'avea perduti ambo li orecchi
per la freddura, pur col viso in giúe,
disse: "Perché cotanto in noi ti specchi?
(INFERNO - CANTO TRENTESIMOSECONDO vv. 49 e segg.)
Oro e argento fine, cocco e biacca,
indaco, legno lucido e sereno,
fresco smeraldo in l'ora che si fiacca,
dall'erba e dalli fior dentr'a quel seno
posti ciascun saría di color vinto,
come dal suo maggiore è vinto il meno.
(PURGATORIO - CANTO SETTIMO vv. 73 e segg.)
Trapassate oltre sanza farvi presso:
legno è piú su che fu morso da Eva,
e questa pianta si levò da esso
Come sotto li scudi per salvarsi
volgesi schiera, e sé gira col segno,
prima che possa tutta in sé mutarsi;
quella milizia del celeste regno
che precedeva, tutta trapassonne
pria che piegasse il carro il primo legno.
(PURGATORIO - CANTO TRENTESIMOSECONDO vv. 19 e segg.)
Beato se', grifon, che non discindi
col becco d'esto legno dolce al gusto,
poscia che mal si torce il ventre quindi
venir vedra'mi al tuo diletto legno,
e coronarmi allor di quelle foglie
che la matera e tu mi farai degno.
Sí rade volte, padre, se ne coglie
per triunfare o cesare o poeta,
colpa e vergogna dell'umane voglie,
(PARADISO - CANTO PRIMO vv. 25 e segg.)
O voi che siete in piccioletta barca,
desiderosi d'ascoltar, seguiti
dietro al mio legno che cantando varca,
tornate a riveder li vostri liti:
non vi mettete in pelago, ché, forse,
perdendo me, rimarreste smarriti.
(PARADISO - CANTO SECONDO vv. 1 e segg.)
La cera di costoro e chi la duce
non sta d'un modo; e però sotto 'l segno
ideale poi piú e men traluce.
Ond'elli avvien ch'un medesimo legno,
secondo specie, meglio e peggio frutta;
e voi nascete con diverso ingegno.
(PARADISO - CANTO DECIMOTERZO vv. 67 e segg.)
ch'i' ho veduto tutto il verno prima
lo prun mostrarsi rigido e feroce,
poscia portar la rosa in su la cima;
e legno vidi già dritto e veloce
correr lo mar per tutto suo cammino,
perire al fine all'intrar de la foce.
(PARADISO - CANTO DECIMOTERZO vv. 133 e segg.)
esso ricominciò: "A questo regno
non salí mai chi non credette 'n Cristo,
vel pria vel poi ch'el si chiavasse al legno.
Ma vedi: molti gridan 'Cristo, Cristo!',
che saranno in giudicio assai men prope
a lui, che tal che non conosce Cristo;
(PARADISO - CANTO DECIMONONO vv. 103 e segg.)
Or, figliuol mio, non il gustar del legno
fu per sé la cagion di tanto essilio,
ma solamente il trapassar del segno.
Quindi onde mosse tua donna Virgilio,
quattromilia trecento e due volumi
di sol desiderai questo concilio;
(PARADISO - CANTO VENTESIMOSESTO vv. 115 e segg.)




Indice dei canti
Sinonimi



legno è piú su che fu morso da Eva,
lego
lei
lei lo vedere, e me l'ovrare appaga».
lei tanto e sí travolta nella cima.
lembo
lemosí
lena
lenno
leno


N.B.: Tutte le informazioni sono fornite su base "as is", senza alcuna garanzia riguardo alla loro esattezza.




orezza orfeo organa organar organi
Un canto a caso

Home Cities of the world Wpr Photo Gallery Sinonimi Ricette Calendario anno 1829