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 Image of Madonna di Siponto 1 Madonna di Siponto 2
 Image of MADONNA DI SIPONTO 2 LA SIPONTINA: VERGINE HODEGITRIA, CHE CI INDICA LA STRADA
L'icona della Madonna detta di Siponto, prende il nome dall'antica Siponto, dove fin dai tempi apostolici era presente una comunità cristiana che ha nutrito devozione alla Madre di Dio. E' stata dipinta tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo,anche se una tradizione orale la fa risalire ad una delle tre copie di un'immagine venerata a Costantinopoli, ordinate da San Lorenzo Maiorano all'imperatore Zenone nel VI secolo.
Prima di essere trasferita definitivamente nella Cattedrale di Manfredonia il 1973, l'icona era collocata nella attuale basilica di Santa Maria di Siponto, la quale è stata la protocattedrale della diocesi Sipontina.
La venerata icona è stata notevolmente danneggiata da un incendio nel 1872. Quanto possiamo attualmente ammirare, è frutto di pesanti ridipinture che ne hanno stravolto lo schema iconografico originale che fa capo all'icona della Vergine di Andria. Le parti rimaste integre sono il viso della Vergine ed i quattro santi laterali ( non evidenziati nella icona di fra Tommaso).
La Madonna si presenta a noi come Hodegitria , cioè ome colei che con la sua mano destra ci indica la via di Gesù Cristo ed indossa un maphorion azzurro con bordi dorati. Il Bambino Gesù è sulle braccia della Madre, come su di un trono veste una tunica bianca con un himation semiindossato rosato. La mano sinistra di Gesù poggia su quella della Vergine,( non ha il rotolo della Parola di Dio come quella di Pulsano) mentre la destra benedice alla greca.Le gambe del Bambino sono unite (diversamente al gruppo di icone che fa capo ad Andria ), i piedi sono scalzi a significare la Kenosis, cioè l'abbassamento di Dio che si fa uomo.
L'icona della Madonna di Siponto festeggiata il 30 Agosto attualmente molto venerata a Manfredonia. Nella festa della Madonna di Siponto 2008, l'Arcivescovo Mons. Domenico Umberto D'Ambrosio ha annunciato un imminente restauro dell'icona sipontina.
fra Tommaso Rignanese ofm
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